Google e il MIT al lavoro sul ritocco fotografico in tempo reale

02 Agosto 2017 8

Mentre la tecnologia delle fotocamere degli smartphone avanza a grande velocità, rendendo sempre più difficile introdurre cambiamenti radicali sul piano qualitativo, Google e il MIT stanno provando a percorrere un’altra strada, puntando tutto sul machine learning.

L’obiettivo è quello di realizzare un algoritmo in grado di apportare modifiche in tempo reale, ancor prima che l’utente scatti la foto. Per fare ciò, i ricercatori hanno realizzato un software basato sulle reti neurali che ha ricevuto un allenamento particolare, attraverso la somministrazione di 5000 foto realizzate da Adobe e dal MIT. Le foto, precedentemente modificate da 5 diversi fotografi, hanno permesso alla macchina di imparare le tecniche utilizzate, stabilendo, ad esempio, quando è necessario intervenire su un determinato parametro (luminosità, saturazione e così via), in maniera del tutto autonoma.

Questo processo prende il nome di Fotografia Computazionale e lo scopo ultimo è quello di integrarla all’interno dell’app fotocamera degli smartphone, in modo che questi processi possano essere eseguiti in tempo reale, mentre l’utente inquadra il soggetto. Per poter ottenere questo risultato, è necessario ridurre al minimo l’impatto che questo processo ha sulle prestazioni degli smartphone, i quali, pur avendo raggiunto discreti livelli di potenza, richiedono ancora unkaccurata gestione delle risorse, sopratutto quelle energetiche.

Foto da 12 MPX ritoccata dal software. A sinistra la fonte e a destra la ricostruzione automatica

Questa necessità ha portato ad utilizzare un particolare approccio all’analisi della foto, il quale è stato completamente ridotto all’utilizzo di modelli matematici relativamente semplici. La mappatura della foto è affidata alla suddivisione della stessa attraverso una griglia, alla quale vengono poi applicati tutti i ritocchi ritenuti necessari dal software. Questo permette di ottenere delle modifiche che tengano conto delle condizioni di ogni singolo scatto, arrivando ad imitare il lavoro svolto dai fotografi che hanno dato in pasto le loro creazioni all’algoritmo.

L’utilizzo di questi accorgimenti ha permesso di ridurre notevolmente le dimensioni del software di editing, il cui peso ammonta a pochi MB. Probabilmente vedremmo queste tecnologie di fotografia computazionale nelle prossime generazioni di smartphone Google, come accadde, ad esempio, con le funzionalità HDR+ introdotte sui Nexus.


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Commenti

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Valery Mashenko

Poi come stabiliremo quale foto sarà quella autentica?

Dovr mettere un a sorta di Watermark

Puerco_Sol

ussignur adesso tutte le cozze diventeranno strafi*he sui social

L0RE15

le ignoravo! eheheh: mi hai "rovinato" la giornata! ;)

Desmond Hume

Che telefono è l'aborto in copertina?

Darkat

Esistono già le applicazioni che fanno questo, ma è parecchio più semplice di questo progetto Google/MIT

L0RE15

"unkaccurata"

Giá mi vedo future implementazioni: la fotocamera che, una volta inquadrato il soggetto, ingrandisce le tette, toglie le rughe, raddrizza il naso, schiariace i capelli ed allunga gli occhi......

E K

Imbarazzante vedere che neanche i capi del sistema hanno interesse a capirlo veramente.

foxlife

Ma iphone scatta meglio di android.
CIT

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