Le batterie della vergogna: inchiesta del Washington Post fa tremare i grandi brand

11 Ottobre 2016 621

Quanto volete spendere per il vostro prossimo smartphone? Immagino il meno possibile, la risposta è quasi scontata soprattutto di questi tempi, con i modelli più economici che si sono rivelati all’altezza delle aspettative di un utente medio. Ma vi siete davvero mai chiesti quali siano i compromessi che i grandi brand fanno per tenere bassi i prezzi?

A dare una risposta più che esauriente ci ha pensato il Washington Post, con il loro ultimo reportage dal Congo firmato Todd C. Frankel stanno facendo tremare i big della Silicon Valley. La storia è di quelle che lasciano il segno, soprattutto con la consapevolezza che i brand interessati ‘macinano’ miliardi su miliardi e avrebbero, senza molti dubbi, il potere di cambiare le cose.

Foto di Michael Robinson Chavez

Per risalire la filiera bisogna andare in Congo e farsi un’idea di quanto questo paese, e le sue risorse naturali, siano di fondamentale importanza per il mondo dell’high-tech. Proprio dal Congo arriva infatti più della metà del cobalto estratto in tutto il mondo, un materiale fondamentale per la realizzazione delle batterie agli ioni di litio che danno energia ai nostri smartphone, PC e automobili di nuova generazione.

Il Post ha risalito tutti i gradini del percorso del cobalto fino ad arrivare alla radice, mostrando una dolorosissima realtà fatta di circa 100 mila minatori di cobalto che nel solo paese centrafricano scavano ogni giorno a mani nude pur di portare qualche roccia ‘ricca’ nei punti di raccolta. Lo fanno calandosi giù per buche improvvisate, con martello, scalpello e sacche di raccolta, a piedi scalzi, senza alcuna regola di sicurezza che possa salvaguardarli dai frequenti incidenti. E lo fanno per poco o nulla, 2 o 3 dollari in un giorno buono.

Il reportage non mette in luce soltanto la triste realtà di queste persone, costrette ad ingegnarsi minatori pur di comprare lo stretto necessario da poter metter in tavola la sera, ma fa anche i nomi precisi dell’organizzazione che sfrutta questa assurda pratica. I punti di raccolta della zona di Kolwezi fanno tutti capolino alla Congo DongFang International Mining, branca di una delle principali produttrici di cobalto al mondo, la Zhejiang Huayou Cobalt, per anni fonte di approvvigionamenti per i più grandi produttori di batterie del pianeta. Batterie che in passato sono state poi utilizzate all’interno di dispositivi noti come gli iPhone di Apple.

La casa di Cupertino, interrogata sulla questione, ha stimato tramite la senior director Paula Pyers che all’interno dei loro device si trova soltanto il 20% del cobalto proveniente dalla Huayou Cobalt, confermando che in futuro il controllo della catena di approvvigionamento verrà aumentato. La Pyers ha anche assicurato che Apple lavorerà con la produttrice cinese in questione per eliminare qualsiasi sfruttamento.

Ma Apple non è la sola, LG Chem, tra le principali produttrici di batterie al mondo ha usato il cobalto proveniente dal Congo in passato e dichiarato al Post di aver interrotto l'acquisto dallo scorso anno. La Samsung SDI, interrogata sulla questione, pare aver avviato una indagine interna per avere maggiori informazioni, ma da ciò che emerso il cobalto che acquistano in Congo non proviene dalla Huayou.

Ancora adesso il 60% del cobalto estratto in tutto il mondo arriva dal Congo, un paese pervaso da povertà e corruzione che attira le attenzioni delle compagnie straniere per le sue ricche riserve naturali di materiali preziosi. Sappiamo quanto le multinazionali tengano al termine conflict-free, ovvero sottolineare che gli elementi utilizzati per la realizzazione dei prodotti non provengano da zone di guerra o milizie non riconosciute.

Ma il cobalto non fa parte dei minerali rari sotto tale controllo, come avviene invece per il tungsteno, tantalio e oro, ma qualcuno sta già spingendo affinché anche il cobalto entri nella lista ed Apple si è subito detta pronta a supportare l'iniziativa. Una regolamentazione sui metodi di approvvigionamento è estremamente necessaria, anche perchè la domanda di cobalto è in crescita esponenziale. Si tratta del componente più costoso tra quelli che si trovano all'interno di una batteria agli ioni di litio, con il prezzo che nell'ultimo anno è salito da 20 mila a 26 mila dollari per singola tonnellata.

La domanda pare sia triplicata negli ultimi 5 anni, e la Benchmark Mineral Intelligence stima che raddoppierà ulteriormente per il 2020. A dare una spinta alle richieste il settore automobilistico, le grandi batterie delle auto elettriche 'ecologiche' contengono infatti dai 4.5 ai 9 kg di cobalto, con punte di 15 kg.


Decisamente più contenute le quantità di cobalto mediamente presente negli smartphone, dai 5 ai 10 grammi, ma qui i numeri vanno moltiplicati all'inverosimile visto che le stime di vendita parlano di oltre 1.5 miliardi di unità vendute nel solo 2016 ancora in corso. Poco più ne troviamo invece nelle batterie dei notebook, di media sono 28 grammi, ma anche in questo caso bisogna moltiplicare per svariate decine di milioni di unità l'anno.

E quindi smartphone e notebook più sottili, maggiore autonomie e auto con range d’uso in continua crescita, tutto grazie alle batterie agli ioni di litio. Ma questi vantaggi si pagano, o meglio, li pagano a caro prezzo i migliaia di cosiddetti ‘creuseur’, minatori improvvisati che la filiera ben accetta per tenere bassi i costi di approvvigionamento. A questo punto non ci stupisce più di tanto la conferma che tra questi circa 100 mila lavoratori ci siano anche tantissimi bambini, come detto al Post dallo stesso governatore provinciale Richard Muyej. Secondo l’UNICEF nel 2012 c’erano circa 40 mila minori di entrambi i sessi intrappolati in questo assurdo lavoro, mentre uno studio del 2007 a cura della U.S. Agency for International Development ha confermato che nel sito della sola Kolwezi stavano lavorando ben 4000 bambini.

Il governo non è un mendicante, queste compagnie hanno un obbligo di creare benessere nell’aerea dove operano. Ci stiamo scontrando con il paradosso di avere così tante risorse di valore, e una popolazione è molto povera - ha detto Muyei


Anche perché, nessuno ha intenzione di allontanarsi dal Congo, le loro risorse sono troppo preziose per l’economia occidentale. I canali, racconta il Post, sono scavati con le mani e mezzi di fortuna in ogni dove: lungo le strade, sotto i binari della ferrovia, nei cortili, ovunque li porti il loro istinto o ci siano segni della ‘fleur du cobalt’, una piccola piantina con fiori verdi che preannuncia possibile presenza del cobalto.

Le morti nelle gallerie improvvisate sono all’ordine del giorno, e le compagnie che comprano il cobalto raramente aiutano nelle emergenze. Pare che 13 minatori alla ricerca di cobalto siano morti nel settembre del 2015 a causa del collasso di un tunnel a Mabaya, due anni fa è toccato ad altri 16 a Kawama e dopo due mesi si verificò il medesimo scenario a Kolwezi, in quest’ultimo caso rimasero seppelliti 15 lavoratori.

Le stime di un ispettore di Kolwezi, che il Post è riuscita ad incontrare in segretezza, hanno confermato che gli incidenti sono quasi giornalieri e che nei passati anni sono circa 36 i corpi di minatori improvvisati che ha dovuto personalmente recuperare. Cifre non verificate ufficialmente.

A loro non importa. A loro, se gli porti i loro minerali e sei malato o ferito, non gli importa.


Il cobalto, dalle mani dei minatori di Kolwezi, finisce quasi sempre nei piccoli negozi (comptoirs) del mercato di Musompo. Se ne contano circa 70 e sono quasi tutti gestiti da asiatici, nonostante la legge vieti che uno straniero possa essere a capo dei comptoirs. Acquistate le rocce a costi irrisori vengono poi rivendute alla Congo DongFang Mining o CDM. Il Post ha perfino seguito uno dei camion pieni del cobalto di Musompo fino alla raffineria della CDM, confermando l’utilizzo del cobalto ‘irregolare’.

Pare che la CDM sia la terza più grande ‘produttrice’ di cobalto in Congo e la prima per volumi a sfruttare quello a basso prezzo raccolto a mani nude dai minatori improvvisati. La CDM vende poi il cobalto alla sua azienda affiliata Huayou in Cina per il raffinamento. La Huayou vanta tra i clienti la Hunan Shanshan, Pulead Technology Industry e L&F Material. Queste ultime realizzano I catodi ricchi di cobalto, elementi fondamentali per le batterie agli ioni di litio che sono poi rivenduti alla Amperex Technology Ltd. (ATL), Samsung SDI ed LG Chem.

L’ultimo passaggio è quello più interessante per noi consumatori, perché questi tre ultimi produttori di batterie sono anche coloro che riforniscono LG, Samsung, Apple e Amazon.

Apple ha inviato un’inchiesta interna e rivelato che le batterie acquistate da LG Chem e Samsung SDI contengono catodi della Umicore, azienda non toccata da questo scandalo che si rifornisce comunque in Congo per il cobalto (non acquista, pare, dalla CDM).


Amazon ha usato per alcuni dei suoi Kindle le batterie dalla ATL, almeno secondo un’analisi della IHS, ma l’ATL non ha risposto alle domande e Amazon si è limitata a rilasciare una risposta formale in cui ‘assicura di avere il massimo scrupolo’ nella scelta dei fornitori. Amazon, tra l’altro, capeggiata da Jeff Bezos, proprietario del Washington Post che ha portato avanti questa incredibile inchiesta.

Samsung SDI fornisce batterie a Samsung, Apple e alcuni produttori di automobili come BMW, ma dopo un’inchiesta interna ha dichiarato che non è stata trovata alcuna evidenza del cobalto sotto osservazione, nonostante sia usato quello del Congo.

Importante la posizione di LG Chem, la prima produttrice al mondo di batterie per auto elettriche che compra catodi dalla L&F Material, ed ha come detto interrotto lo scorso anno la collaborazione con la Huayou. Ma il giro è sempre lo stesso e la Huayou fornisce adesso la L&F Material, anche se pare usi il cobalto estratto nella Nuova Caledonia. LG ha anche fornito un ‘certificato di origine’ per una spedizione di cobalto ricevuta nel dicembre 2015 (212 tonnellate).

Tutto in regola se non fosse che i conti non tornano, visti i volumi necessari alla LG Chem, due analisti del mercato dei minerali hanno infatti manifestato il loro scetticismo in quest’ultimo passaggi: la LG Chem utilizza più cobalto di quanto se ne estragga nell’intera Nuova Caledonia e il distacco completo da quello congolese sembra improbabile. LG Chem non ha saputo dare una risposta sollevato questo dubbio.

Infine riportiamo la situazione di Tesla, produttore di auto elettriche fortemente devoto ai principi etici del mercato e dei fornitori. La casa statunitense ha dichiarato sei mesi fa, tramite Kurt Kelty, direttore della tecnologia delle batterie:

Si tratta di qualcosa che prendiamo molto seriamente. Ed abbiamo bisogno di prenderlo ancora più sul serio, per questo stiamo per mandare la (in Congo) qualcuno dei nostri

Dopo sei mesi il Post ha chiesto a Tesla un aggiornamento sulla situazione e pare che stiano ancora lavorando per mandare qualcuno sul luogo.


Quella del cobalto congolese è una zona grigia molto pericolosa per i grandi brand, addirittura letale per chi su quei cunicoli ci è rimasto e va ogni giorno. E leggendo questo dettagliatissimo reportage del Washington Post mi viene in mente il progetto Fairphone, di quanto buona sia stata la loro idea di imporre un tracciamento dei componenti più importanti e assicurare una filiera pulita, nel pieno rispetto dei diritti umani. Certo, qualcuno ha storto il naso per i prezzi delle due generazioni di Fairphone, ma non marciare sulle sfortune degli altri costa.

E adesso vi rifaccio la domanda in apertura, ma la riformulo:

Saresti disposto a spendere 50 euro in più se fossi certo che i componenti del tuo nuovo smartphone non abbiano nulla a che fare con lo sfruttamento di esseri umani?

NOTA: vi invito caldamente a leggere il reportage del Washington Post intitolato 'THE COBALT PIPELINE' (link) che fa luce su tantissimi altri particolari di questa storia, il loro lavoro di ricerca e i contenuti che hanno portato a galla devono essere d'esempio per tutti. Un monito per le grandi compagnie che hanno approfittato della situazione, anche se apparentemente nessuno ha mai visto traccia di quel cobalto...


621

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
pys

e con le auto elettriche come la mettiamo !? fortuna che sono la panacea di tutti i mali ? maaaaaaa

berserksgangr

fateli ancora articoli simili pliz

Mingi

Penso che la domanda di fine articolo sia profondamente sbagliata. La risposta è no: non sono disposto a pagare 50 € in più per un telefono.
Sarei invece poi disposto a non comprarne affatto finché la compagnia che lo vende non diventa disposta a rinunciare a 50 € sul suo scandalosamente alto margine.

3nr1c0

Sarei dispostissimo a pagare 50€ in piu il cell se questi vengono poi interamente girati a chi si spacca per recuperare questi minerali e per le sue condizioni di lavoro

Stephen

ormai siamo troppo immersi nella tecnologia, senza energia elettrica siamo finiti, domotica e automobili connesse ad internet ci fanno diventare bersaglio di malintenzionati che possono stare anche dall'altro capo del mondo, è tutto comodo e bello ma a pensarci bene secondo me più si va avanti e peggio è

netname

ovviamente.. siamo il paesello dei comunistelli "marci" perchè di comunisti qui italia vi è proprio ben poco...

questa gente "che arriva da noi“ è solo gente che andrebbe buttata a mare.. perchp nel 98% dei casi arriva solo m3rd4... perchè quelli che rimangono li sono le vere persone da aiutare... che UMILMENTE non hanno il coraggio per amore della propria terra ad andarsene... e sempre più UMILMENTE fanno lavori qualsiasi e anche rischiosi pur di campare senza spaccare denti a vecchiette e senza fare pipi dai balconi.. e senza c4ga43 in strada.. senza stuprare.. e senza pretendere couscous e alberghi vista mare con connessione 4g e smartphone di ultima generazione.

Gianluca Pertosa

Beh un botto, relativamente, resta pur sempre una batteria, al massimo 12$, certo è che sarebbero comunque ben coperti dagli alti prezzi di vendita

Boronius

Diciamo anche che alcune questioni ampiamente sgradevoli sono anche a dir poco forzate, infatti in caso contrario crollerebbe l'economia occidentale, la maggior parte di noi perderebbe il lavoro, i politici non potrebbero più arricchirsi, le banche collasserebbero ecc. ecc.

Boronius

Costerebbe un botto di soldi. E quanto costerebbe uno smartphone interamente prodotto, ad esempio, in Italia o in Germania?

dan

l'ironia.. questa sconosciuta

Stephen

siamo arrivati ormai ad un punto in cui lo sfruttamento delle persone e del nostro pianeta è senza controllo, tra altri 50 anni non oso immaginare quante risorse saranno ormai finite o quasi, il punto è chi sarebbe mai disposto ad oggi a fare un passo indietro sull'attuale livello tecnologioco che abbiamo? nessuno, me compreso.

Dig Bick

mi pagano 2,95€ a commento. Me ne mancano 38 per comprarmi un iphone. A te invece?

PlugAndPlay

e tu? che fai te? i commenti IDIOTI, ecco cosa fai.

PlugAndPlay

che caxxo di commento è? sicuramente il giornalista ha fatto qualcosa di buono facendo emergere qualcosa che tantissimi non conoscono nel dettaglio !
tu invece di buono non sai fare neanche un commento : 3 parole del caxxo. Piuttosto non scrivere niente

PlugAndPlay

che caxxo di commento , da Ponzio Pilato . Rispondi piuttosto all ultima domanda con onestà intellettuale (se sei capace di ONESTÀ INTELLETTUALE)

scarmic

E' vero solo in parte. Vera o falsa che sia la storia dell'olio di palma, la Mulino Bianco ha iniziato ad avere un calo delle vendite ed è corsa al riparo cominciando ad utilizzare altri tipi di olio (girasole, oliva), mantenendo il prezzo dei loro prodotti invariato. Il problema è che le multinazionali rincorrono il massimo guadagno, cercando il margine maggiore possibile spesso a scapito del consumatore finale. O del produttore di materie prime. E' la vittoria del capitalismo, insomma.

franky29

No non è così loro approfittano semplicemente della situazione che già versa in Africa perché è la mancanza di cultura che c'è in Africa la colpa è solo loro

ondaflex

<< Ma vi siete davvero mai chiesti quali siano i compromessi che i grandi brand fanno per tenere bassi i prezzi? >>
FALSO! Lo fanno per tenere alti i loro guadagni.

Ora è colpa di chi non sperpera il proprio denaro, magari guadagnato con fatica, se le multinazionali favoriscono lo sfruttamento?

Davide

Un reportage tristemente stupendo ma completamente inutile. Così come quello sulla Foxconn, o come quello sull'oro, o sui diamanti.

La gente ha forse smesso di comprare iPhone dopo aver saputo che nell'azienda in cui lo producono la gente si ammazza?
Avete mai smesso di comprare Nike dopo aver saputo che le fanno i bambini?
Smettete forse di fare benzina nonostante governi finanziati dalle multinazionali bombardano a grappolo interi villaggi perchè sotto le loro capanne ci sono giacimenti?

Io non credo, e non sono quelle 4 o 5 persone sensibili che risponderanno IO SI, a cambiare le cose.

La verità è che non vogliamo rinunciare alle nostre comodità, di qualsiasi tipo, e questo resta un profondo e toccante articolo, niente più.

Vermillion

XD hai capito tutto

diego

Ma finitela, con quello che costa un iphone e adesso anche un pixel potete mandarli con le sarpe prada nelle miniere. Altroche pagare 50€ in piu.
Quanto costa il fairphone? Ah si 525€! NON MILLE!!!!

Marco

Non proprio, purtroppo sono le multinazionali occidentali e gli occidentali stessi che hanno creato una situazione disastrosa in Africa.

Marco

Non cercano di scappare, li portano con la forza. Per il resto sono d'accordo che in Africa starebbero molto meglio senza multinazionali occidentali o senza Isis finanziata da noi

Marco

Il problema è l'europa di questi burocrati che ci guadagna in questo traffico, e non solo loro. Considerate tutte le cooperative o associazioni che si fottono 35 euro al giorno sulla pelle di questi poveracci.
Considerando anche che ci sono interessi di multinazionali che vogliono far abbassare il costo della manodopera facendo lavorare in nero e inondando il mercato con immigrati che lavorano per pochi spiccioli...un pò come accade per il grano.
In tutto questo gli Italiani vengono affamati e lasciati senza servizi e case.

tt

Più che un premio gli darei delle randellate sui denti per le piccole donazioni che fa. L'unicef è finta come amnesty ecc. Se fosse così seria nei diritti umanitari, questa schiavitù non ci sarebbe mai stata.

Lorenzo Cesari

Si lascia stare, la storia non fa per te... Torna a menarti il neurone su Instagram che è meglio...

Vermillion

Ti rispondo con questo rifuardo il V secolo:

[...] in un mondo ormai preistorico rispetto a quello attuale [...]

Ti contraddici nel giro di un commento. Lasciamo perdere.

Lorenzo Cesari

Andavano in America attratti dalle sirene di una vita nuova e migliore, in un mondo ormai preistorico rispetto a quello attuale... ormai anche il più isolato cretino del pianeta ha accesso alla rete, e non mi sembra che in rete giri la notizia che l'Europa sia l'Eldorado del XXI secolo...
Poi, giusto per mettere in chiaro le cose... i grandi flussi migratori NON sono mai un valore aggiunto, portano grosse instabilità nelle aree soggette, e non è un problema attuale... vatti a leggere la storia del V secolo, troverai grosse analogie con quella attuale...

franky29

Si ma la condizione in cui versano è solo frutto delle loro scelte

Vermillion

Quando non si sanno i fatti purtroppo non si può giudicare facilmente, magari gli hanno minacciato la famiglia o altro. Hanno un sistema mafioso in Africa come in ogni parte del Mondo, e se in queste parti del Mondo non si sono ribellati negli ultimi 20 anni figurarsi chi ha solo per mangiare a mala pena.

franky29

E ce bisogno di persone coraggiose come ci sono state in tante altre rivoluzioni è inutile negare l'evidenza che se loro nel 2016 sotto stanno a certe condizione è anche perché ormai gli va bene così

Vermillion

Vero, ma è anche vero che se innesca e non scoppia ( se non viene seguito da altri, per paura o altro ) sarebbe tutto invano. Ritrovandosi da solo. Ma questo è un altro discorso.

Body123

Ma il fatto è che io, come penso quasi tutti, un maglione di 20 anni fa non lo userei comunque, neanche se fosse nuovo. Semplicemente perchè lo vedrei anacronistico.

Come se ora trovassi a casa una felpa NUOVA con scritto "Diabolika", con che coraggio uscirei di casa?

Body123

youtube(punto)com/watch?v=t_UdqZdFr-w

franky29

Certamente

franky29

Ovvio che nessuno di quelli citati da te non potrebbe fare niente davanti un ak47 perche un uomo solo non può mai fare nulla ! Può solo innescare la micccia !

franky29

No perche e la verità punto gli manca cultura non possono gli altri pagare per loro

franky29

Ah ora minacciate anche dal blog ? Uno non può scrivere ciò che pensa ? Gli altri che insultano tutta la famiglia invece possono? E poi cosa avrebbe di provocatorio io ho scritto solo ciò che pensi e la verità se loro si alterano si vede che gli rode possono anche passare avanti e non rispondere al commento !

Vermillion

Veramente la propensione alla polemica ce l'hai tu, "E adesso scusami, ho un'aereo da prendere per New York..." ma si sa', il bue dice cornuto all'asino.

Problemi di comprensione? Forse non hai capito che ti ho dato un punto di vista al di fuori della piccola penisola mediterranea, non trascurando il fatto ovviamente che noi non ce li possiamo permettere, a differenza tua che non sai neanche che gli immigrati possono dare un valore aggiunto. Ancora non mi hai risposto riguardo i nostri co-nazionali emigrati x) ma vabbè.

TheToxic

Date un premio a quest'uomo!
Peccato siano cose che tutti pensiamo e tutti sappiamo, ma come sempre in italia, c'è chi ci mangia sotto a queste cose, quindi continueranno ad andare così per un bel po'.

Lorenzo Cesari

L'immigrato è una risorsa in un paese che può permettersi di ospitarlo, un peso in in paese che non può... l'Italia come ti sembra stia messa? non mi sembra un concetto difficile da comprendere, eppure mi stai dando motivi per dubitare delle tue capacità di comprensione della lingua italiana (oltre ad una non poco fastidiosa propensione alla polemica...)
E adesso scusami, ho un'aereo da prendere per New York...

RamboMelandri

Eh beh se gli altri non vanno a votare fanno comunque una scelta, quella di non decidere... Non giriamoci intorno dai, i politici che stanno all'ARS sono stati democraticamente eletti dai cittadini siciliani. Questi sono i fatti. Quindi, così come non ha senso vomitare fango sui politici nazionali additandoli quali causa di tutti i mali del Paese, allo stesso modo non puoi farlo per la politica siciliana. Se le persone non vanno a votare, la colpa è di queste persone, non dei politici. Fine.

Parliamone

Ti sbagli, la maggioranza non ha eletto Crocetta, per maggioranza si parla del 50% +1 dei votanti, è stato eletto presidente con il 30,08% dei voti e la coalizione che lo ha rappresentato (PD e UDC in prima linea) non ha raggiunto nemmeno la maggioranza assoluta all'ARS.

Ti volevo anche ricordare che hanno votato il 47,42 % degli aventi diritto al voto. Segno importante che secondo la mia interpretazione vuole dire che la Sicilia non si fida più di nessuno, che la politica ha allontanato il popolo dalla vita civile e politica di una regione, che sostanzialmente, dopo anni di prendere un intero popolo per il CUL0, non hanno potuto promettere niente da scambiare, niente. Se a votare ci vanno meno della metà delle persone, tutti coloro che hanno partecipato alla vita politica della sicilia in questi anni DEVONO ANDARE A CASA. Si deve rifondare tutto il sistema sicilia.

Poi arriva Renzi e dice: dobbiamo costruire il ponte sullo stretto, daremo 100.000 posti di lavoro.. Ma che cazz sta sparando? Berlusconi 2 la vendetta, che vinca il no al referendum e che vada a casa, c'è gente più capace di lui, e meno buffona.

Dig Bick

è sempre stato così e sempre sarà. Un po' come i vegani: non voglio uccidere animali... Moriranno comunque per nutrire gli altri, non cambia niente

Dig Bick

come se poi cambiasse qualcosa

Dig Bick

certe cose è meglio non saperle

Dig Bick

come se nella storia non fosse mai successo. Come tutte le pubblicità dona qua, dona la. Tutto un magna magna. La povertà esiste per far guadagnare i ricchi

Dig Bick

Hanno scoperto l'america

Gianluca Pertosa

sarei proprio curioso di sapere quanto costerebbe una batteria proveniente da una filiera rigorosamente controllata
PS: leggere i commenti di questo blog è sempre un'ottima fonte di cultura

IdontCare

Huawei e OPPO fanno molta pubblicità sui territori in cui operano, ovviamente comunque il loro obbiettivo è quello di profitto quindi non è garantito che se il prezzo è un po' più alto allora anche i componenti sono migliori, questo si decide da varie recensioni. Ma comunque resta più probabile che cell più costosi usino meno cobalto illegale di quelli che costano poco ma con simil-caratteristiche. Purtroppo non è dato sapere a noi consumatori la provenienza dei approvvigionamenti.
Questo ci pone tutti in una situazione di "parità" alle nostre opinioni.
Le opinioni di schrödinger .

App Immuni è disponibile al download su Android e iOS

Covid-19: come non cadere nella trappola della falsa informazione | Podcast

Apple e Google, più privacy per le app di tracciamento: cosa cambia per l'utente

Coronavirus e 5G: rischi reali e fake news, facciamo chiarezza | Video