Facebook Instant Articles stenta a decollare: pochi guadagni per gli editori

12 Aprile 2017 10

Sembra che il progetto di Facebook di far pubblicare agli editori gli articoli veri e propri sulla piattaforma, invece che i soliti link al rispettivo sito, non stia decollando come sperato: alcuni partner di altissimo profilo avrebbero addirittura già deciso di abbandonarlo, almeno per ora. Tra questi il più eclatante è New York Times, uno dei primissimi sostenitori dell'iniziativa.

Stando a quanto riporta la testata britannica Digiday, il problema sarebbero i ricavi, troppo bassi rispetto a quelli ottenuti con il sistema tradizionale. Il Times avrebbe condotto alcuni test a riguardo lo scorso autunno, da cui sarebbe emerso anche un altro dato negativo: le probabilità che un visitatore decida di abbonarsi sono molto più alte se naviga sul sito ufficiale invece che su Facebook.

Il parere del New York Times è condiviso anche da altre grosse testate e gruppi statunitensi e internazionali, tra cui citiamo Hearst (Cosmopolitan, Esquire), Forbes e Quartz. Assente anche Condé Nast (Vogue, Vanity Fair, Ars Technica), ma per altri motivi - sta cercando di valorizzare i siti privati al posto dei social media come canale primario di divulgazione.

Per canto suo, Facebook sta cercando di venire incontro alle esigenze degli editori, ma in modo "trasversale" - banalmente, non aumentando i pagamenti per click, ma aggiungendo funzionalità: per esempio, pulsanti per iscriversi a mailing list o mettere un "mi piace" sulle pagine. Sta anche testando abbonamenti gratuiti di prova e annunci pubblicitari per installare app per mobile.

Non per tutti la situazione è così negativa, comunque. Molti altri editori di rilievo si trovano bene con il servizio e continuano a usarlo regolarmente e, a prescindere da Instant Articles, quasi tutti continuano a vedere di buon occhio Facebook. Lo stesso Times ha ribadito che la decisione di abbandonare Instant Articles non è irreversibile. Bisogna "solo" trovare la quadra.

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Commenti

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GianlucaA

Successore no perché da tantissime limitazioni. Diciamo che è uno standard perfetto finché le linee mobile sono lente e i piani hanno pochi GB. Più salgono i GB e la banda più amp perde utilità dato che una normale pagina web mobile offre molto di più se ben progettata.

ghost

AMP - Accelerated Mobile Pages
E' una pagina con caratteristiche adatte per essere visualizzate su un telefono per esempio tutte le info senza dover fare destra/sinistra perchè un articolo non si impagina ecc.
Diciamo che è il successore dei siti con prefisso mobile

Francesco

Che roba è?

GianlucaA

Comunque non è una novità che in una pagina ordinata e con poca pubblicità invasiva si monetizzi meno che con una piena di banner e video che partono a caso.

GianlucaA

Il principio è interessante il punto è che uno che crea un articolo deve praticamente redarlo due volte. Tutta altra cosa AMP invece che una volta configurato giusto crea una pagina mobile per ogni articolo in automatico.

GianlucaA

Diciamo che la comodità degli instant era la velocità di apertura. Cosa del tutto scemata con l'avvento di AMP. Oramai tutte le grandi testate utilizzano amp e così velocizzi sia gli accessi da fb che da google.

Solaris

Non mi sorprende: Facebook è sul gradino più basso della scala dell'affidabilità, appena sotto ai cartacei stile Novella 2000 e settimanali di ufologia

Daniele Davide

ancora oggi è tra i più belli smartphone in commercio

CAIO MARIOZ

per me è la migliore funzione della storia di Facebook, se utilizzo ancora Facebook è per quello, contenuti ordinati, testo leggibile, animazioni perfette, caricamento già completo prima di aprirli, poca pubblicità.

Paolo Campi

Toh... gli editori si sono svegliati...

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