Streaming, quanto mi stressi! Le neuroscienze nell’era dei nativi digitali

17 Marzo 2017 35

Millennials”. Questa parola viene spesso utilizzata dai media per indicare i nativi digitali, coloro che sono nati - e cresciuti - nell’era di internet. Non c’è però tempo di assimilare questa terminologia che già è passata di moda, sostituita dalla generazione di nativi dello streaming. Ebbene sì, l’universo digitale evolve in fretta, e i nuovi millennials preferiscono sempre più guardare video e postare selfie sui social network piuttosto che navigare “passivamente” sulla rete.

Non vogliamo definire questo cambio come epocale, ma si tratta di un'interessante variazione del modo in cui il popolo di internet vive e percepisce il web: qui entra in ballo l’importanza della rete, della sua qualità e delle prestazioni che è in grado di offrire per consentire ai nuovi millennials di accedere a contenuti in streaming senza lag e di caricare i propri contenuti personali in tempi rapidi. "I giovani non hanno mai tempo", si dice.

Ericsson e Vodafone Germania hanno condotto uno studio su 150 utenti di Düsseldorf, applicando le neuroscienze per interpretare il rapporto tra le prestazioni della rete e il livello di stress degli utenti: conoscere gli effetti che una performance non sufficiente della rete ha sullo stato d’animo di un consumatore, nonché la sua percezione verso l’operatore telefonico, forniscono informazioni fondamentali per il miglioramento dell’offerta. L’applicazione delle neuroscienze per l’analisi delle reazioni comportamentali del subconscio ha consentito a Ericsson e Vodafone di bypassare la possibile soggettività delle risposte fornite dagli utenti, qualora questi fossero stati sottoposti ad un test “tradizionale”. L’utilizzo della elettroencefalografia (EEG) e della tecnologia per il tracciamento oculare ha consentito di raccogliere importanti dati sulla correlazione tra la qualità della rete, la reazione emotiva generata dall’attesa più o meno lunga necessaria per svolgere una determinata operazione e, a valle dell’analisi, la percezione del brand dell’operatore mobile.


I risultati hanno permesso di ridefinire i cosiddetti Service level Key Performance Indicators (SKPI), ovvero gli indicatori che consentono di valutare la qualità di un determinato servizio, come ad esempio lo streaming video o l’upload di un file su un social network. Gli operatori mobili utilizzano gli SKPI per implementare il servizio offerto, con l’intento di fornire ai propri utenti un’esperienza sempre migliore. E senza lag, soprattutto.

In sintesi, lo studio si è posto due obiettivi:

  • capire come le variazioni delle prestazioni della rete influiscano sul livello di stress dell’utente e, di conseguenza, sulla percezione del brand
  • misurare il livello di “break even”, ovvero il tempo di attesa entro il quale il servizio di streaming video e l'upload di un selfie su Facebook viene ritenuto accettabile.

I 150 partecipanti (metà utenti Vodafone tra 18 e 50 anni, 68% utenti 4G) sono stati suddivisi in tre gruppi, ciascuno dei quali ha potuto svolgere le operazioni richieste sotto diverse condizioni:

  • Gruppo 1: connessione ottimale, con ritardi sulla carica di un video e di una pagina web compresi tra 0 e 1 secondo
  • Gruppo 2: ritardo nello streaming compreso tra 2 e 5 secondi, buffering frequente
  • Gruppo 3: ritardo nello streaming compreso tra 6 e 10 secondi, buffering molto frequente

A tutti i partecipanti - appartenenti a ciascun gruppo - è stato chiesto di effettuare alcune operazioni, come navigare su una pagina web, guardare un video in streaming su YouTube e caricare un selfie su Facebook.

A seconda del gruppo di appartenenza, i risultati (più di 2.7 milioni di dati per utente!) sono stati ovviamente diversi. Le reazioni sono state analizzate tramite EEG al fine di misurare i segnali elettrici che arrivavano di volta in volta al cervello, in particolare alla corteccia prefrontale dorsolaterale e alla corteccia orbitofrontale, responsabili rispettivamente per il carico cognitivo e la motivazione emotiva. Sono state utilizzate anche tecnologie per il tracciamento oculare per verificare dove l’utente guarda sul display del telefono quando perde interesse, nonché un rilevatore del battito cardiaco per misurare le variazioni del livello di stress al variare dei tempi di attesa.

Il primo risultato ottenuto dallo studio è apparentemente banale: più la rete è lenta, maggiore è l’impatto negativo sull’utente. Quello che non è affatto scontato è invece il tempo che deve passare prima che l’utente stesso venga definito “stressato”. Entrano allora in campo diversi fattori, tra cui l’età e l’attività svolta sullo smartphone.

Un ritardo di appena 1 secondo nello streaming di un video causa un aumento del livello di stress (medio) del 30%, ma viene ritenuto adeguato per attendere e proseguire la visione del contenuto seppure vi sia un calo di attenzione per 1 utente su 2. Tale comportamento ha portato Ericsson e Vodafone ad attribuire la responsabilità alla famosa rotellina del buffering che, nonostante appaia sullo schermo per appena 1 secondo, è sufficiente a provocare uno stato di "malessere".


Più il tempo di buffering iniziale si allunga, maggiore è il livello di stress: il picco viene raggiunto con attese di 6 secondi, in cui il 70% delle persone perde interesse sul contenuto. Dopo 8 secondi di attesa nessuno degli utenti manifesta interesse a proseguire lo streaming del video. Un aspetto interessante riguarda poi il livello di tolleranza mostrato dai partecipanti: far credere loro di essere sotto copertura 3G porta ad avere una maggiore pazienza nei ritardi di esecuzione dei video, mentre coloro che pensano di utilizzare la rete 4G sono molto più esigenti e perdono attenzione più velocemente.

Gli “streaming natives”, ovvero coloro che sono nati e cresciuti nell’era del video streaming (tra i 18 e i 24 anni) risultano essere più impazienti, sia che il ritardo sia minimo (0-1 secondi), sia che sia maggiore (2-5 o 6-10 secondi).


Lo studio evidenzia come il ritardo nella fruizione dei contenuti video su YouTube incida negativamente sulla percezione del brand che offre il servizio (in questo caso specifico si tratta del brand che i partecipanti credono stia offrendo il servizio). In più, la visione negativa influisce anche su altri aspetti, inclusa la marca dello smartphone utilizzato. Poter accedere ad una rete performante e veloce è allora nell’interesse non solo dell’operatore telefonico per ottenere la fiducia del cliente, ma anche dell’intera industria della telefonia mobile.

La situazione non cambia nemmeno se il tema centrale è caricare un selfie su Facebook: con 1 secondo di ritardo nella fase di upload, i partecipanti hanno mostrato un incremento dello stress del 47%. E dopo appena 2 secondi, la metà degli utenti dimostra di avere un livello di stress notevolmente ridotto (appena il 24%), dovuto essenzialmente al crollo del livello di attenzione verso l’operazione svolta.

Le informazioni derivanti dall’analisi comportamentale su Facebook sono preziose: gli utenti non accettano ritardi nella carica dei file. E se l’attesa va oltre gli 8 secondi (discorso valido anche per YouTube), la frustrazione porta ad abbandonare l’operazione.


L’impiego delle neuroscienze ha permesso ai ricercatori di evitare risposte soggettive, influenzate da come viene formulata la domanda. Si è anche visto come le reazioni del subconscio - monitorate attraverso EEG, tracciamento oculare e misurazione del battito cardiaco e della pressione sanguigna - possano fornire importanti dettagli a tutti gli attori del settore al fine di allineare i benchmark prestazioni della rete con le reali aspettative degli utenti, incrementando la velocità di download e di upload e minimizzando il più possibile il buffering nello streaming video.

Anche gli sviluppatori di app possono trarre beneficio da questo studio, discorso che vale tanto per le piccole realtà che per le grandi aziende. Avendo parlato di percezione degli utenti - millennials, digital natives, streaming natives o qualsivoglia altra tipologia di persona - a volte forse basta un briciolo di furbizia. Un esempio su tutti: saremmo forse tutti meno stressati se scomparisse la fastidiosa rotellina del buffering iniziale sui video YouTube, magari sostituendola con qualcosa che ci mantenga calmi e tranquilli, perlomeno a livello digitale?

L'atipico che non delude in Italia? Meizu MX6 è in offerta oggi su a 228 euro oppure da Unieuro a 299 euro.

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Commenti

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Chevlan

Verissimo :)
Ti dico la verità mi sono vergognato di passare così tanto tempo col telefono...

Jericho

Visto. Video che fa capire molte cose, illuminante quasi. Infatti mi sa che prenderò anche il suo libro 'togheter is better'.

Hateware2

Ci sono siti pirata con streaming in qualità eccelsa e mi sono stupito

Davide

leggi bene quello che ho scritto e il commento che ho fatto ad un altro a complemento.
Netflix e i servizi in abbonamento sono un'altra cosa e sicuramente non rientrano nello studio fatto. Chi paga non ha problemi di sorta, e se li ha smette di pagare o cambia piattaforma. Lo streaming a cui si riferisce l'articolo è quello in forma gratuita, la cui qualità è ben nota.

Davide

qualche tempo fa sono andato da mia cugina e parlando mi diceva che aveva trovato un sito per guardare le cose in streaming. La prima domanda che le ho fatto è stata "ma la qualità?". Ti lascio immaginare la risposta. Se va bene guarda cose a 480p, forse anche meno. Sfiga vuole che abbia una connessione da meno di 200KB/s ma anche se avesse la fibra dubito che smetterebbe di guardare cose cn quella qualità.
Non hai idea di quante siano le persone al mondo che fanno così (anche mio fratello, per dire, e credo glielo abbiano suggerito i suoi amici).
Netflix e i servizi in abbonamento so un'altra cosa e sicuramente non rientrano nello studio fatto.

vincenzo di gesù

quindi io che guardo netflix in full hd sono un pezzente!?!??!?!?!

bldnx

perchè il pubblico ride?

Stavus

Streaming non significa solo quello che intendi te

bldnx

Che lo streaming non è più nelle condizioni che descrivi è ormai un bel pezzo

Chevlan

Esatto! :)

qandrav

sottoscrivo ogni sillaba, peccato solo siamo a pensarla così in tre gatti...

Davide

lo streaming è per i pezzenti che pur di vedere qualcosa guardano contenuti a risoluzione scandalosa. Piuttosto che vedere m3rdate del genere non guardo nulla.

Alex4nder

A me capita che "buffera" lentamente per poi bloccarsi.

Ratchet

Mi immagino le bestemmie in tedesco

ale

Si ma oramai il problema non è solo di youtube ma di tutti i siti, ok che tutti vogliono la grafica figa e simili, ma che senso ha caricare mille librerie JS tipo jquery di cui se ne potrebbe benissimo fare a meno, caricare CSS da più fonti che si includono l'uno con l'altro (così il browser è costretto a fare più richieste HTTP... mettilo tutto in un file), font esterni, e simili, poi hai le pagine pesantissime per nulla... secondo me anche un semplice sito fatto in HTML con un minimo di CSS e preferibilmente niente JavaScript o il minimo è meglio...

StriderWhite

Il brutto è che di solito mi capita soprattutto con il wifi casalingo... :D

Baronz

"il ritardo nella fruizione dei contenuti video su YouTube incida
negativamente sulla percezione del brand che offre il servizio"

Da quello che capisco io il brand che offre il servizio è youtube stesso... mentre gli utilizzatori dovrebbero logicamente dare la colpa all'operatore che offre la connettività

Andre

certo parlavo di robetta, poi dipende da video a video, su un filmato di 2 ore se non vuole andare in 5/10 min buffera veramente poco, in quel caso allora cerco un'altra fonte o lo scarico.

StriderWhite

Il peggio è quando la barra del buffer si riempie ma poi il video si interrompe comunque a metà... :D

Andre

certo, in quel caso si cerca un'altra fonte (se è un problema della fonte) o se invece è un problema di rete aspetto che la condizione migliori o che mi possa attaccare ad una wi fi decente

qandrav

grazie del chiarimento :)

e upvote per il tuo riferimento

carlo994

Ho sempre preferito scaricare i film e poi vederli odio assolutamente lo streaming

Nick126

"il ritardo nella fruizione dei contenuti video su YouTube incida
negativamente sulla percezione del brand che offre il servizio"
questa
parte è strana, cioè le 150 (o meglio 50/100) dello studio se vedono un
video che lagga di DavideCironi sul tubo hanno poi un'immagine negativa
di Cironi? ah beh dei veri geni del male

Non a livello conscio immagino, finisci per legare lo stato d'animo legato al ritardo con il contenuto che hai intenzione di guardare. Una cosa simile alla cura Ludovico.

qandrav

"piuttosto che navigare “passivamente” sulla rete."

beh mica tanto, il 99% passa a fare swype su fb dedicando circa 2 millesimi ad ogni notizia che leggono (o meglio che ricevono passivamente su fb)

"come ad esempio lo streaming video"
a me youtube stressa dopo 2 millesimi di secondo per i lag che genera o meglio che vengono generati dal miliardo di info inutili che ci sono in ogni pagina (commenti, autoriproduzione,video consigliati, eventuali chat e senza dimenticare la fantastica pubblicità che a volte è più lunga dei video stessi). Se youtube si limitasse a linkare direttamente gli mp4 calerebbe lo stress a tutti :)

"il ritardo nella fruizione dei contenuti video su YouTube incida negativamente sulla percezione del brand che offre il servizio"
questa parte è strana, cioè le 150 (o meglio 50/100) dello studio se vedono un video che lagga di DavideCironi sul tubo hanno poi un'immagine negativa di Cironi? ah beh dei veri geni del male

"Le informazioni derivanti dall’analisi comportamentale su Facebook sono preziose: gli utenti non accettano ritardi nella carica dei file"
il 90% probabilmente non ha idea nemmeno di cosa sia la velocità di upload e quale essa sia su connessioni adsl (no fibra o 4g+)

Alex4nder

Io devo avere livelli di stress elevatissimi,spesso ho difficoltà a veder video su parecchi siti (YotuTube, Vimeo, ecc... l'unico che non da problemi è Netflix anche se uso Chromecast) sia con connessione Alice che Fastweb Ultrafibra e non ho mai capito il motivo! Ci sono delle porte da aprire o altro?

Alex4nder

Sempre

dario

ahahahah curioso di vedere i livelli di stress che avevo quando navigavo a 28.8 kbps... forse il mio tracollo è iniziato là.

Jericho

Sembra interessante, lo guarderò.

P.S. E' questo vero?
https: //www. youtube. com/ watch?v=RZ1vzypDhCo

Chevlan

Avete mai visto il video in cui Simon Sinek parla dei Millennials? Se no ve lo consiglio caldamente, offre degli spunti interessanti sul rapporto tra i Millennials (che lui definisce come coloro nati dopo il 1984) e la tecnologia. Non solo, fa un discorso più ampio abbracciando anche i rapporti umani e i Millennials sul lavoro.

Lo trovatu sul tubo sottotitolato in italiano.

Andrej Peribar

Non funziona più così da megavideo.
Se davvero non vuoi problemi (ed hai la necessità come connessione lenta) scarichi il flusso video e lo riproduce in locale

Andrej Peribar

Ma bmibkia che non è anagrafico ma culturale quando lo standardizzato?!

ciro

Non funziona esattamente così, non buffera all'infinito ma c'è una size massima

StriderWhite

Mai capitato che a volte non "buffera"?

Baronz

Il buffering più stressante è quello durante lo streaming su pornhub

Andre

Se voglio guardare qualcosa in streaming ed è lento, lo faccio partire, lo pauso così continua a caricare, e poi faccio qualcos'altro per i 5/10 min che servono per guardarlo decentemente (tutto questo se davvero mi interessa, se è una cavolata allora non lo guardo o aspetto di avere condizioni migliori per guardarlo)

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