Recensione Jabra Sport Coach: pochi compromessi e sensore trackfit motion integrato

21 Ottobre 2015 9

La tecnologia dovrebbe aiutarci a semplificare la nostra vita, a renderla più produttiva, ma a volte ci lasciamo prendere dall'euforia e ci fiondiamo in acquisti compulsivi, che spesso finiscono poi per prendere polvere in qualche scaffale di casa. La mia recensione delle Jabra Sport Coach non riguarda il solo audio, la comodità di utilizzo e le sue performance, la casa produttrice ha infatti sviluppato un intero ecosistema attorno a questo ed altri prodotti, rendendoli decisamente diversi e più attraenti rispetto a molta della concorrenza. Ma chiariamo subito, si parla qui di un livello medio alto, le Coach si rivolgono infatti ad un pubblico più esigente e in grado di spendere qualcosa in più del solito per questo tipo di accessorio.

Confezione

Decisamente curato tutto il packaging, con tanto di pratico porta cuffie semirigido, tre diverseEarwing per adattarsi ai padiglioni auricolari di tutti e ben 4 Eargel, fondamentali per assicurarsi il massimo confort. Non manca davvero nulla, in passato sempre Jabra metteva a disposizione perfino una fascia da braccio per lo smartphone, un plus che comunque non si può certo pretendere, acquistarlo a parte costa pochi euro.


Materiali ed Ergonomia

Le Coach sono un modello strettamente sportivo, almeno così le presenta Jabra, tuttavia gli ingombri sono davvero contenuti, il design apprezzabile, il cavo in gomma è sottile al punto giusto e gli auricolari sono tra i più compatti del segmento. Soprattutto se pensiamo che siamo innanzi ad un modello wireless, quindi con batteria, Bluetooth e sensori integrati. Si, sensori, ma ci arriveremo dopo a questo.
Gli Eargel sono comodissimi, non ho mai trovato comodi gli in-ear, ma da qualche tempo sto decisamente cambiando idea, dopo questa ed altre prove recenti. La comodità è massima, la migliore di cui abbia ricordo, le alette Earwing sono piccole e si adattano senza troppe complicazioni al padiglione, fissando senza compromessi le cuffie all'orecchio. I materiali usati sono morbidi, trovata quindi la migliore combinazione si fa davvero fatica a sentirle addosso.


Audio

Sembrerebbe quasi un argomento marginale, ma Jabra non ci ha davvero mai deluso sulla qualità del suono, e con le Sport Coach la serie positiva continua. L'audio è ottimo, cristallino: bassi corposi, possibilità di alzare oltre la soglia dell'accettabile il volume e nessuna perdita percettibile. La distorsione non è contemplata, ad ogni modo evitate di ascoltare a volumi eccessivi, un po' per la salute dei timpani e un po' per l'incolumità quando ci si trova all'aperto, il distacco dai suoni esterni è pressochè completo una volta indossate.

Applicazioni e Workouts

Nessuna sbavatura fino a questo punto, ma bisogna specificare che per i settaggi iniziali s'impiega qualche minuto più del solito. Le funzioni disponibili sono davvero tantissime, come del resto anche le applicazioni che dovremo installare. Sul mio smartphone ho addirittura creato una cartella dedicata per le sole App Jabra, visto che utilizzo Connect, Sound, Sport Life e Service (libreria che poteva essere assemblata a quelle precedenti, a mio avviso). Parleremo qui della Sport Life, quella che maggiormente ci riguarda. Per coloro i quali utilizzano già applicazioni sportive come RunKeeper, Runtastic o Nike+ l'impostazione sembrerà immediata, ma in realtà abbiamo qui ancora più opzioni e dati.

Si comincia con il pairing delle cuffie, poi con le impostazioni base su peso, altezza, età e genere, si prosegue così scegliendo il tipo di attività che si vuol completare in compagnia di queste cuffie sportive. Ci sono tutte quelle che troviamo solitamente anche in altre piattaforme, ma nel cross-training abbiamo quel plus che ci da l'idea dell'attenzione di Jabra per questo ecosistema. All'interno di questa sezione potremo scegliere quale specifica attività desideriamo svolgere, dal CardiCore al MadCore, PushPerfection, TakeOff e BellyBum. Con ognuna di esse potremo eseguire dei circuiti specifici, guidati dai timer dell'applicazione e dalle indicazioni in cuffia. Insomma un personal trainer virtuale, a patto ovviamente che si abbia con sé lo smartphone/tablet, con sensore trackfit che tiene conto dei consumi e performance.

Più semplice e tradizionale la grafica per attività come il jogging, durante la corsa ci sono continue indicazioni sul passo, cadenza e tempi, tutti impostabili a piacere a seconda delle proprie preferenze. Una volta terminata l'attività abbiamo a disposizione una scheda sommario, una mappa dettagliata (grazie al GPS dello smartphone) e tanti grafici utilissimi. Quest'ultima sezione manca in molte delle applicazioni concorrenti, possiamo infatti valutare attentamente il passo, la cadenza (step per minute), l'elevazione e la velocità. In una delle ultime corse fatte con le Coach, ad esempio, sono rimasto bloccato ad un semaforo e ho dimenticato di mettere in pausa la sessione (si può fare pressando 1 volta il tasto sull'auricolare sinistro), uno stop che mi ha falsato parte delle statistiche e facilmente rilevabile in questi screenshot.

Tecnologia e Autonomia


Come anticipato non mancano qui delle soluzioni inedite. Partiamo dall'autonomia, croce di modelli passati e qui attestata in circa 5.5 ore, ma difficile da stabilire se consideriamo che non sono mai andato oltre le due ore di attività consecutiva e non ho dovuto ricaricarle se non dopo la terza corsetta. La stima è piuttosto verosimile, oltretutto, quando ci si trova a corto di energia, le cuffie risparmiano il più possibile escludendo la riproduzione musicale e lasciando attive solo le notifiche vocali dei progressi. Utilissimo. Se le si lasciano in standby connesse si arriva fino a 10 giorni, in caso di mancato pairing e inattività si spengono in 10 minuti.

Il Bluetooth scelto è la versione 4.0, con solito range di circa 10m, non manca tuttavia il chip NFC (sul tasto multifunzione) per facilitare la connessione al dispositivo mobile. Pesano solo 16g e vantano il sensore Trackfit Motion, capace di misurare distanza percorsa, calorie bruciate, passi e cadenza, esattamente come molti altri activity tracker dedicati.

La grande differenza è che qua non dobbiamo portare nulla al polso, le cuffie possono infatti registrare una moltitudine di attività sportive, propriamente selezionate tramite l'applicazione dedicata.

Conclusioni

L'autonomia non è più un problema, la qualità audio tantomeno, più che fare degli appunti a Jabra su queste ottime cuffie sportive dobbiamo quindi limitarci a dei suggerimenti futuri. Inizierei dall'utilizzo del GPS integrato, chiaramente una forzatura che al momento ridurrebbe oltremodo l'autonomia, ma se fossero integrate su queste Coach (come su alcuni smartwatch) permetterebbero perfino di lasciare a casa lo smartphone, il prossimo passo per la massima mobilità. Ma altro non sono che mie speranze, già così è difficile pretendere di più, forse la radio FM?

Un appunto dovuto su alcune funzioni dell'applicazione e del tasto funzione, che ha il microfono integrato: teoricamente con una pressione del tasto sull'auricolare sinistro si dovrebbe lanciare l'applicazione sullo smartphone, cosa che a me non è mai riuscita. Ma sono dettagli, basta un click sul display.

Le Sport Coach sono di certo le migliori cuffie sportive in-ear che abbia mai provato, una soluzione quasi definitiva grazie all'implementazione software, ma la qualità si paga e per averle bisogna alzare leggermente il tiro. Sono infatti disponibili in tre colorazioni tra i 145 e i 160 euro su Amazon.it, a voi la scelta.

Il più piccolo e potente iPhone di sempre? Apple iPhone SE, compralo al miglior prezzo da Amazon a 309 euro.

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Commenti

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Fumato Di Maria

tra queste e le sh80 e le level u? non le uso propriamente per sport. grazie

LucaP

ciao, hai provato l'audio in chiamata tramite il mic integrato? come ti sente l'interlocutore? con le jabra sport plus è un dramma: da fermo e con molta attenzione riesci a gestire una comunicazione. in movimento anche un filo di vento è sufficiente a renderle totalmente inutili in chiamata. qui la situazione com'è?

LucaP

scusate la mia ignoranza: ma con queste cuffie si può anche parlare e rispondere al telefono immagino...

nessuno nelle varie recensioni parla di audio in chiamata, specie per l'interlocutore. posseggo il jabra sport plus: l'altra persona al telefono non sente quello che dico, audio dal microfono bassissimo. Non vorrei avere lo stesso problema.

Le jabra sport plus le sto praticamente regalando...

Stefano Cantarutti

Il training è anche in italiano?

Gabriele Arestivo

Faceva freddo, non c'era affatto molta luce ed è riuscito a fare quello che mi serviva. Certamente M9 è migliore sotto questo punto di vista, non ci piove, ma per un 'vecchio' modello sono piuttosto contento delle sue foto notturne

Matt

Grazie Gabriele, htc con m8 voleva fare leva sulla particolare fotocamera, che in condizioni di poca luce doveva eccellere, ma nelle foto dell'articolo non vedo la qualità decantata da htc, tu che ne pensi?

Gabriele Arestivo

HTC One M8 ;)

Lucky Man

Serie di foto scattate a Budapest direi

Matt

leggerò l'articolo con più calma, al momento sono profondamente colpito dalla "qualità" delle foto in notturna, che dispositivo avete utilizzato? suvvia, apprezzo la schiettezza e la trasparenza! grazie.

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