Banda larga in Italia? Ecco un’infografica che fa il punto della situazione
Di Gabriele Arestivo il 20 marzo 2012
Spesso ci occupiamo di nuovi progetti e sperimentazioni che ci fanno sperare in un futuro che veda anche l’Italia protagonista nella diffusione della banda larga, ne è un esempio la connessione realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal CNT che vanta la velocità di connessione più alta al mondo, 448Gbit/s. La ricerca ha di certo il suo importante scopo ma questo primo dato non può farci esultare se considerato in un contesto italiano, che in quanto ad infrastrutture e disponibilità di banda lascia parecchio a desiderare.
I dati raccolti dall’Ocse, Istat, Eurostat, Dailynet, Nielsen Itu e Gfk, ci aiutano a visualizzare un preciso profilo di quella che è la situazione nel nostro paese, tra luci e ombre che vedono buone offerte ristrette a pochi fortunati abitanti di alcune zone strategiche. Non del tutto negativa appare infatti il dato della massima velocità offerta sul nostro territorio, grazie ai 102 Mbit/s proposti da Fastweb in pochi centri, valore doppio rispetto alla più veloce linea statunitense e 40 volte meno della superlativa 40 Gbit/s presente in Svezia. Nella norma anche il costo medio di un servizio di banda larga in Italia attestato sui 40$, 7 in meno rispetto ai paesi OCSE e la metà rispetto alle produttive realtà scandinave:
Il quadro cambia decisamente non appena si comincia a parlare di utenza e distribuzione. Se non stupisce che alcune piccole nazioni come Olanda, Islanda, Danimarca e Svezia possano contare su una percentuale di persone che navigano in internet vicina alla totalità, rimane piuttosto impietoso il distacco con paesi affini come Francia e Germania che fanno segnare rispettivamente 76 e 83% di utenti attivi in rete. Uno scalino troppo marcato che ci vede, con il solo 62%, anche sotto USA e la media europea riconosciuta nel 68%:
Di male in peggio dobbiamo constatare che un ulteriore 10% “sopravvive” tutt’oggi in un limbo chiamato connessione lenta sotto i 2Mbit/s, in questo modo la cifra degli italiani che usufruiscono di un servizio internet che garantisce il minimo indispensabile scende al 52%. Abbiamo dunque più di un italiano su 3 che non utilizza assolutamente internet (38%), un dato allarmante che determina una grave “analfabetizzazione tecnologica” della popolazione che si traduce in una mancanza costante nella cultura dell’innovazione.
Parlando invece delle attività online scopriamao che l’operazione più frequente eseguita in rete è di gran lunga la gestione delle mail, seguita dalla ricerca d’informazioni e dai social network che, per quanto controversi nel reale beneficio che portino agli utenti, alzano non poco l’asticella dell’interesse verso internet. Facebook è infatti tra i primi siti come visite e tempo di permanenza con ben 20.9 milioni di utenti su 800 milioni totali che provengono proprio dal nostro territorio:
Una fotografia amara dell’Italia che mostra alcune eccellenze accessibili ad una piccola nicchia ed un numero di utenti totali fin troppo basso, nonostante questi dati siano spinti e aiutati dalla forte diffusione dei dispositivi mobili che rappresentano la fetta più importante delle utenze attive: 25.6 milioni su 39.1 totali.
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